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l'arte del nodo da cravatta

Dal 1924 la cravatta, un'accessorio prettamente maschile e sintomo di grande eleganza, è quella che conosciamo oggi cioè, un tessuto tagliato con un angolo di 45° rispetto al drittofilo, utilizzando tre strisce di seta cucite successivamente. Brevettato ed esportato in tutto il mondo, le cravatte ancora oggi sono create con il medesimo procedimento.



"Il nodo, cardine e punto focale della cravatta, è frutto di una creazione personale, di un gesto quotidiano che, seppur compiuto attenendosi ad un preciso schema, da origine ad una cravatta ogni volta unica ma identica a se stessa".  Marinella Napoli

Il nodo americano, perfetto per le camice sportive con collo button down.


Il nodo diagonale, adatto per le cravatte di cashemere che lasciano scoperta la piega.

Il nodo inglese, il classico per eccellenza, non deve essere più alto di 3 cm realizzato con cravatte che non superano 6/7 cm di larghezza.

Il nodo scappino o mezzo windsor, adatto per appiattire il nodo di una cravatta particolarmente larga.

 Il nodo semplice, più facile da  preparare di quello normale, risulta più piatto e sottile.
Il nodo windsor, prende il nome dal duca di Windsor. Si tratta di un nodo simmetrico a forma conica, adatto ai colli molto aperti italiani.