ROMANZO 5° capitolo


Quinto giro - Un giorno di festa



Quasi tutti, almeno una volta nella vita, si sono ritrovati ad immaginare il giorno del proprio matrimonio. Di solito pensando in grande. Perché, per tradizione, lo sposalizio suggella qualcosa di così delicato ed importante che, solo ad intuirlo, crea un'emozione indicibile! Ally in un certo senso viveva per quel dì: voleva che ogni cosa fosse perfetta e che finalmente gli anni di felice fidanzamento
si coronassero nell'unione ufficiale di fronte a parenti ed amici. Fabri non si curava troppo del giorno in sé, purché non vi fossero complicazioni. Sperava in ore serene ed allegre. Nulla di più. Entrambi d'altronde sapevano che il matrimonio è solo l'inizio di un percorso. Il punto di partenza. E non certo il traguardo d'arrivo! Non sarebbe stato facile affrontare l'esistenza insieme, ma la paura di fallire non poteva costituire un pretesto per non tentare. Si sarebbero protetti a vicenda. Sollevati dai dolori e dalla malinconia. Avrebbero detto “noi” di fronte all'individualismo imperante della società. In nome di un sogno da costruire insieme. Una casa da condividere. Un futuro da tingere con i colori più sgargianti... E la giostra girava. Girava. Sempre più forte nei loro cuori. Sempre più veloce. Perché era solo il quinto giro ed accelerare ci stava bene. Perché era già il quinto giro e venivano le vertigini. Piccole. Piacevoli. Come scosse frizzanti che eccitano senza spaventare. Una sbronza. Lieve e ridanciana. Ecco come si sentivano entrambi... Euforici! Nell'anticamera della felicità.





Venne la sposa, splendidamente radiosa nel suo abito d'incanto. E lo sposo era lì ad attenderla, vicino all'altare, emozionato quant'altri mai! Giulio commosso gliela consegnò come colui che dona al mondo il suo bene più caro, amorosamente conservato ed accresciuto da tempo immemore. Sonia, composta ed elegante nel bancone della chiesa, sembrava quella di sempre. Ma il suo cuore palpitava di gioia. Talmente forte che a tratti se lo sentiva mancare. La Rospa era nervosa, anche se non lo lasciava trasparire. Come Ally, voleva anche lei che tutto fosse perfetto e, come suo solito, era occupata ad arginare le emozioni altrui per lasciarsi andare alle proprie; in particolare pensava a mamma Carla che nascondeva le lacrime e a papà Anselmo che alternava momenti di forte presenza ad attimi in cui pareva altrove, disperso nei propri meandri mentali. Pensava che la vita è un soffio e che passa in un battito di ciglia. Che quella dei due sposi doveva essere un volo di rondini. Un pezzo di cielo infinito. Perché, pur se nessuno può dire di sapere cosa avverrà domani, il coraggio va comunque premiato. La ruota della vita è come un cerchio; ti ci ritrovi dentro e nemmeno sai perché. Annaspi. Piangi. Poi ridi. E stai per affogare. E ti sembra di morire, ma non muori. E ti riscopri più grande e più forte per aiutare chi ami. Poiché è l'Amore il primo è l'ultimo significato di tutto. Il principio e la fine. Il prima e il dopo. Il su e il giù. Il sotto e il sopra. È l'Amore che conta. Bisogna fargli largo. 




Amici, sorrisi, brindisi. Il matrimonio fu davvero un bel giorno di festa: semplice e raffinato al tempo stesso, delicato e divertente. Un incipit allegro e delizioso in cui gli invitati si rilassarono, mentre Stefy era un sole che ruotava intorno ad Andy, suo perno e signore. Si saziava di lui. Ad ogni carezza. Ad ogni sguardo. E gioiva con La Rospa, ch'era troppo eccitata al pensiero di esserle divenuta cognata! I genitori mangiavano, sghignazzavano, sbadigliavano. Era tempo di godere. Di celebrare il rito fino in fondo. Ogni nuova famiglia comincia così. Con auspici di pienezza e fecondità. E poi gli sposi fanno le valigie e partono uniti per il loro viaggio. Mano nella mano, fiato nel fiato, occhi negli occhi. Destinazione: Paradiso.

Trilly










Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...