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ROMANZO 3° capitolo



Terzo giro – Sesso, droga 

e rock and roll!






Papà Giulio era davvero preoccupato. Ally era strana negli ultimi tempi. La vedeva sognante, svampita. Addirittura canticchiava e parlava fra sé e sé, lei che in genere era così compassata e silente! Che fosse innamorata? No, era da escludersi. La sua bambina non aveva tempo per certe cose. Doveva lavorare. Era una persona seria. Dopo la laurea non aveva perso tempo
e si era messa subito a cercare qualcosa di remunerativo, pur nel difficile panorama di una società che assai poco offriva ai giovani più colti e meritevoli.
La signora Sonia nicchiava; da donna, aveva intuito qualcosa, ma non voleva intromettersi nelle vita privata della figlia e, come ogni brava moglie, suo compito era quello di placare le ansie del marito, già inguaiato con problemi di salute e beghe varie. Però, in cuor suo, era felice: l'idea di un fidanzatino per la figlia non le dispiaceva affatto. 





Ally cominciava ad uscire sempre più spesso la sera. E questo particolare non poteva passare inosservato. “Dove vai?”, le chiedevano i genitori ed, alle sue vaghe risposte, soprattutto Giulio incalzava con nuove domande: “Ma perché? Con chi? Quando torni?”. “Non hai visto che indossa gonne sempre più corte!?”, brontolava con la consorte. “E poi cos'è questa novità che ogni volta rientra più tardi?”. Sonia sminuiva, diceva che Ally stava crescendo, che era normale che volesse più libertà e che non faceva poi le ore piccole. Però il marito non si dava pace. E si organizzò per vederci chiaro. “Basta avere pazienza”, ragionò. “Presto farà un passo falso e la verità verrà a galla!”. Prese a spiare segretamente i movimenti della figlia e, nelle ore in cui ormai intuiva che sarebbe uscita, si appostava. Sotto il palazzo dove abitavano. Alle finestre che davano sulla strada. Persino fuori del bagno da cui sentiva sempre più spesso provenire odori inebrianti e scrosci d'acqua degni di una cascata in piena! Fu così che una sera, investito da una nuvola di profumo di Ally che, proclamandosi in ritardo, sgattaiolava dal portoncino d'ingresso giù per le scale con tutta la grazia del mondo nonostante il tacco alto, ebbe una balzana visione dalle finestre della sala. Una strana figura vestita di nero, a cavallo di una grossa motocicletta, stazionava dall'altra parte della via. La stessa losca figura ricevette a braccia aperte la sua bambina. E fu proprio Ally che, indossato inspiegabilmente un mostruoso casco, si appollaiò alle sue spalle per partire a tutto gas. Giusto il tempo di osservarli sfrecciare insieme in fondo alla via e, come intossicato dal copioso fumo che aveva visto uscire dalla marmitta, Giulio si accasciò in poltrona. Tramortito.



L'indomani, con aria sconsolata, Sonia informò la figlia: “Tuo padre non sta bene... Sono ore che lamenta una violenta tachicardia e non vuole chiamare il medico!” “Gli passerà presto”, cercò di sdrammatizzare Ally ch'era tutta intenta a provare un nuovo colore di smalto per unghie. Ma non aveva neppure finito di parlare che, come una furia, Giulio fece irruzione nella stanza dove si trovavano: “Passerà?!? Altro che passerà!! Qui passerò io!!!” “Ma dai papà, non esagerare!” “Chi è?!? Dimmi chi è!” Ally per un microistante strabuzzò gli occhi. Subito si ricompose e continuò la manicure. “Chi è quel soggettone con l'aggeggio rombante?”, insistette il padre avvelenato. “Non capisco a cosa ti riferisci”, rispose la figlia serafica. “Sei sicuro di non avere la febbre?”

Al che Giulio divenne un'autentica belva. “Non prendermi in giro signorina! Ti ho vista, sai? Non merito un trattamento simile, io che ti ho dato tutto! E tu che fai in cambio? Come ripaghi la fiducia del tuo genitore?! Salendo in moto, sciagurata! Questa è una faccenda pericolosissima perdincibacco!”
Sonia non capiva. Seguiva la scena quasi inebetita. Ally da una parte che faceva scena muta. E Giulio dall'altra che rincarava la dose di rimproveri: “Tu ci hai tenuto nascosto per tutto questo tempo che esci con un uomo. Ma che dico uomo? Un energumeno che se ne va strombazzando in giro e ti carica dietro, mettendo a repentaglio la tua stessa vita! Come caspita ti è saltato in mente di farti incantare da un centauro? Ti sei bevuta il cervello?”
“Ho ventisei anni”, biascicò ad un tratto Ally. “Ed ho il diritto di farmi una vita”. “Una vita con quello là?!?”, insinuò il padre tra il serio ed il faceto. “Ma perché Alessia è andata in moto?”, intervenne Sonia attonita.
“Quello là si chiama Fabrizio”, disse Ally alzandosi in piedi e se ne andò sbattendo la porta.







Brutta piega. Questa figlia stava prendendo una brutta piega, rimuginava Giulio. Aveva persino sbattuto la porta, lei sempre così educata, costumata e gentile! Chissà che vizi aveva il tipo con cui usciva?! Se era screanzato. E se avesse fatto uso di sostanze ed avesse traviato la sua dolcissima bambina? Certo uno che girava col motociclettone tutte le rotelle a posto non le doveva avere, dati i pericoli insiti nell'uso di quel mezzo! 
Ma che fare? Non poteva segregare Ally in casa. Bisognava che qualcuno la facesse ragionare. “Sonia”, pregò la moglie, “vedi un po' tu di parlarle. Non voglio che ci vada in discoteca. Dopo magari bevono... E poi chissà che fanno!! Perché adesso ci si mette a combinare questi guai? Per farci dispetto? È giovane per fidanzarsi! Che fretta c'è?!”. Sonia annuiva preoccupata. Sapeva che quello di Ally non era un capriccio. Questo ragazzo le interessava davvero. Ma voleva che il marito si tranquillizzasse:

“Non preoccuparti! Troverò il momento giusto per confrontarmici con delicatezza. Alessia è adulta ormai, dobbiamo darle fiducia”. “Adulta? Mica tanto! Dobbiamo proteggerla! Il mondo è pericoloso ed è pieno di bellimbusti là fuori!”





“Mamma, papà! Quest'anno con Federica vogliamo andare al mare!”, esordì Ally una mattina di tarda primavera. “Verrà qui nel pomeriggio, così guardiamo il catalogo dei viaggi insieme!”.
“Chi Federica?”, bofonchiò Marcello mentre beveva il suo latte della colazione. “La tua amica di Narni?”
“Sì, proprio lei. La conosci; quella ragazza riccia e riservata... Pensavamo di andare in Grecia! O forse in Jugoslavia...”
“Ma perché volete andare così lontano? Restate vicino: c'è il mare anche in Italia!”
“Non è la stessa cosa... Comunque dobbiamo ancora decidere” “Lo credo bene: voglio vederla più tardi quest'amica!” 


 



Federica arrivò nel pomeriggio, come stabilito con Ally, e la loro fu un'interpretazione memorabile: le due erano d'accordo per inscenare i preparativi di una vacanza al femminile ed, in qualità di novelle attrici, non se la cavarono affatto male. Pur se emozionate, lo nascosero molto bene. Sonia, placida e cortese, preparò una tazza di tè. Giulio si appostò sul divano con aria volutamente indifferente.
Voleva capire. Non sapeva perché, ma sentiva puzza di bruciato. E la sentiva bella forte! Così, poco dopo che Federica, sorridente e graziosa, se ne fu andata, scoppiò la bufera! “Bugiardella! L'ho capito, che ti credi? Tu vuoi andarci con Finizio al mare, altro che con Federica!”
“Ma no papà, che dici?! E poi... Fabrizio si chiama. Fabrizio.” “Finizio o Fabrizio fa lo stesso! Fatto sta che tu ormai non hai nessuna remora: li inganni i tuoi vecchi genitori, fai addirittura i teatrini! Quel tizio ti ha cambiata. Non ti riconosco più, figlia degenere!” “Ma insomma”, cedette Ally, “perché non posso? Tutte le ragazze della mia età sono già state fidanzate. Tutte vanno in vacanza col ragazzo. Perché io no?” “Perché tu no?”, scandì Giulio come in trance. “Potremmo andarcene all'estero con la moto”, suggerì Ally con occhi speranzosi.
“Eppure sai che soffro di cuore...”, obiettò il padre. “Tu mi vuoi morto!” “Papà, io ci andrò!”, dichiarò la figlia. “Finché tu vivi sotto questo tetto non potrai MAI fare una cosa simile, è chiaro?!?”, urlò Giulio diventando rosso.

“Caro calmati!”, si spaventò Sonia. “Papà, io ci andrò!”, ripetè Ally di gesso. “Io ti ripudio! Tu sei un disonore!”, continuò Giulio diventando viola. “Calmati caro, per carità!”, strillò Sonia. “Papà, io ci andrò!”, confermò Ally con gli occhi fissi. “Allora, al tuo ritorno non mi troverai!”, sentenziò il padre prima di diventare blu, di impasticcarsi con una tripla dose di tranquillante e di ritirarsi mogiamente offesissimo in camera da letto. Così madre e figlia rimasero sole e Sonia cercò disperatamente di mediare: “Alessia sii comprensiva: chi è questo qua? Ci esci solo da un mese. E noi non lo conosciamo! Presentacelo... Vogliamo vederlo!”







Una pizza. Andarono tutti a mangiarsi una pizza: Ally, Fabri, Giulio e Sonia. Intanto Ally aveva confessato ai genitori come Fabri fosse il fratello della Rospa ed essi avevano tirato un respiro di sollievo: almeno erano quasi certi che non fosse un delinquente e non era poca cosa visto tutto quello che si sente capitare in giro! Per fortuna Fabri era una buona forchetta, così - tra un tiramisù ed una quattro stagioni - riuscì a reggere meglio l'interrogatorio frontale che Giulio aveva preparato per lui. Dopo i primi minuti di imbarazzo, trascorsi a scrutarsi reciprocamente col timore di non piacersi e dunque esitazione nel rapportarsi, Fabri raccontò qualche freddura per rompere il ghiaccio e Giulio ne approfittò per sfoderare il suo questionario orale: una sfilza interminabile di domande su tutto, dagli studi compiuti ai gusti musicali, dal pensiero sulla liberalizzazione delle droghe e sul femminismo al numero di scarpe indossato. Sonia quasi non parlò. Anche perché il marito era una curiosa mitragliatrice d'interrogativi. Ally ogni tanto tossiva per il nervosismo e mille dubbi le affollavano la testa. Una cosa sola sapeva: in vacanza con Fabri voleva andarci.








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