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ROMANZO 2° capitolo


Secondo giro – L'amore bussa piano



Un invito al cinema. Che male c'è a far capire ad un amico che vorresti tanto andare a vedere quel film appena uscito? Eppure tremava dentro. Il respiro le mancava e sentiva la testa confusa. Ally era insicura, ritrosa, all'antica; non aveva mai avuto un uomo e la gente malignava che non lo volesse, perché altrimenti
si sarebbe risolta ad essere più estroversa ed intraprendente. Non capivano le persone che aveva intorno come non sia facile forzare un carattere: non si può divenire quadrati se si è nati tondi e certe libertà, del tipo chiedere ad un ragazzo di uscire, invitarlo a bere qualcosa, mostrarsi ammiccante e provocante, possono risultare tanto lecite e naturali per molte ragazze quanto imbarazzanti ed irraggiungibili per altre. Ally si guardò dritta allo specchio: non era brutta. Non era nemmeno una fotomodella per carità. Ma era intelligente, servizievole, tenace. E non voleva rimanere a guardare l'amore da lontano solo perché era nata nell'epoca sbagliata! Ne avevano parlato tante volte con La Rospa della necessità di essere più aperte all'incontro con l'altro sesso, soprattutto in un momento storico in cui il genere maschile pareva aver abbandonato l'indole cavalleresca, mentre troppe femmine indossavano i panni del demonio in gonnella. E di una cosa era certa: se non dava una mano al destino, nulla si sarebbe mosso. E sarebbe stato inutile lamentarsi che gli eventi non erano come li avrebbe voluti... Doveva essere artefice della propria fortuna. Dio solo sa se ci sarebbe riuscita. Ma almeno non avrebbe lasciato nulla d'intentato. E non avrebbe avuto niente da rimproverarsi. Così prese la cornetta del telefono, respirò a fondo e compose il numero. Furono attimi interminabili, giusto pochi secondi che però le parvero un'eternità. Stava per ripensarci ed attaccare quando udì la voce inconfondibile di Fabri, profonda ed interrogativa: “Chi è?”. Poche frasi, uno scambio di battute e tutto divenne luce: appuntamento in serata, il primo appuntamento! Che emozione! Ally si accasciò a terra chiudendo la comunicazione. Doveva vestirsi, prepararsi, mettersi carina ma non vistosa e riuscire a non essere troppo nervosa... Passò tre ore in bagno fra docce, profumi, belletti. Si presentò con un look semplice e di buon gusto, decisa ad essere sé stessa e a vedere come andavano le cose. A cuore aperto.



Fabri era rimasto stupito. Non si era mai accorto di aver suscitato interesse, e nemmeno simpatia, in Ally. La faceva una ragazza serena e gentile con tutti. Non l'aveva pensata come una possibile partner, anche perché sapeva benissimo che era una ragazza seria e lui, al momento, non aveva proprio voglia di impegnarsi e magari di soffrire. Era uscito troppo malconcio dalle ultime esperienze e non aveva un'alta opinione dei comportamenti femminili: le donne erano esseri capricciosi, strani, contraddittori. Soggetti a mostruosi sbalzi umorali ed ormonali! E lui non aveva proprio voglia di problemi. Per questo, alla chiamata di Ally, era restato un po' interdetto. “Chi dice donna dice danno!”, pensò. Ma era anche curioso di capire e di sapere perché davvero l'aveva cercato... Se voleva andare al cinema in sua compagnia, forse c'era dell'altro dietro. O forse no. Tanto valeva approfondire la questione. E così fece, andò all'appuntamento ed i due passarono insieme la loro prima serata senza La Rospa. Rospa che - va detto - saputo l'accaduto (e lo seppe in ritardo, quando ormai Fabri ed Ally si erano accompagnati nella visione cinematografica di diversi film e quindi erano usciti più volte), non ne fu affatto contenta, anzi! Fiutò pericolo all'orizzonte, soprattutto per Ally e per lei stessa. Aveva in primis paura per l'Amica. Terrore che Fabri, diventato disincantato dopo i precedenti amori malamente interrotti, le facesse del male! E, memore di brutte esperienze passate, non le piaceva affatto ritrovarsi - volente o nolente - in mezzo ai due: se Ally si fosse per qualunque motivo adirata con Fabri o Fabri l'avesse fatta piangere, il fatto avrebbe avuto ripercussioni negative sull'amicizia delle ragazze. Magari Ally avrebbe avuto reazioni impreviste e così l'avrebbe persa senza colpa, né possibilità di risolvere le cose. Non era una posizione facile la sua. E non l'aveva certo scelta. Eppure dovette tenersela, perché la frequentazione di Fabri ed Ally continuò. Finché, obtorto collo, se ne fece una ragione: in fondo erano adulti e vaccinati. Ma lei non voleva entrarci per nulla! Anche se ciò era evidentemente impossibile: La Rospa c'era già dentro. Dal principio.



I primi tempi costituirono un insolito volteggiare per Fabri ed Ally. Lui in principio era scettico, interrogativo, sospettoso. Quella Alessia era troppo innocente per essere vera. Talmente pura che, a toccarla, aveva timore gli arrivasse una saetta punitiva dal cielo! Aveva gli stessi principi di sua sorella, quei sani valori trasmessi loro da mamma Carla e papà Anselmo fin dai primissimi anni di vita. Sognava la favola. E lui si sentiva senza cavallo e senza castello. Non si sentiva nemmeno principe e di azzurro non aveva neanche gli occhi! Insomma, Ally era una ricchezza incommensurabile, come la leggendaria pignatta d'oro alla fine dell'arcobaleno. La fanciulla da corteggiare, adorare, sposare. Dama del Dolce Stil Novo. E Fabri ai sogni e alle fiabe non credeva più da un pezzo. Aveva imparato a sue spese quanto facesse male riporre la propria fiducia in qualcuno che poi la tradisce. Quanto fosse pericoloso credere, sperare, volare alto. Perché poi si cade giù e, coi lividi addosso, il mondo cambia colore. Ally invece era eccitata, scossa. Tutta un fremito. Quanto aveva desiderato quei momenti! Avere l'opportunità di vivere veramente una storia! Per crescere. Capire. Diventare donna. Ma a volte era tanto faticoso confrontarsi e mettersi in gioco. Tuttavia lo fece alla grande, senza riserve. Con tutto il coraggio che poteva!





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